Piazza

Teatro in movimento sulle vette


Chi vuole elevarsi, deve poter anche osare nuove strade. Questo il proposito del Festival culturale Origen, nei Grigioni. Organizzare un teatro «en plein air» al passo Julier a 2'248 metri d'altitudine e, in questo imposante decoro, invitare il pubblico a assistere all'incontro tra la regina di Saba e il re Salomone. Un esperimento particolare in compagnia di un partner particolare: la natura.

Sulla linea di confine tra Nord e Sud, ricca di significato storico, nel bel mezzo di un pasaggio montagnoso, esposto al vento e al tempo, per tre settimane, ecco un teatro temporaneo! Oltre 40 tonnellate di materiale hanno dato vita a un luogo d'incontro. Il Festival Origen ha accolto più di 4'000 spettatori venuti in questo rude passo di montagna, mentre, sulla scena, il re Salomone ha dato il benvenuto alla regina di Saba venuta da ancora più lontano.

Le referenze artistiche del pezzo teatrale «La Regina da Saba» si sono imposte per monumentalità  della natura. A 2'248 metri d'altitudine si è dovuto trovare anche un nuovo linguaggio scenico, che potesse adattarsi alla natura del luogo assumerndo ogni tipo di situazione meteorologica più che mai variabile. Si è dovuto quindi rinunciare alla musica live, ai canti e alle declamazioni. All'Ensemble non restava altro che il linguaggio del corpo, la cui ricchezza, ha permesso di raccontare la storia in tutte le sue sfaccettature. Le composizioni di Lorenz Dangel hanno contribuito a sostenere il pezzo teatrale. Ogni rappresentazione del teatro in movimento «La regina di Saba» è stata differente per via delle diverse condizioni meteorologiche. Una notte stellata o velata da una leggera nebbia sullo sfondo innevato, scene dal suolo gelato. L'Ensemble degli attori ha dato il suo meglio in un decoro sempre diverso. «La natura s'è imposta come un attore sconosciuto di cui non si poteva prevedere il comportamento» spiega il regista e direttore Giovanni Netzer che afferma inoltre «l'aver messo in scena questo pezzo teatrale sul colle Julier è stata una esperienza ricchissima. Un teatro en plein air, in un decoro alpino, da vita a forme originali e interessanti che noi vogliamo continuare a sviluppare in futuro.»

Festival Origen

Dal 2005, opera di Giovanni Netzer, il Festival d'Origen si dedica principalmente alla promozione e produzione di un teatro musicale innovatore e professionale. Origen, in retroromanico, significa origine, creazione, provenienza, e riflette la cultura trilingue della regione di Surses. Nel 2006, il castello di Riom è stato restaurato diventando il primo teatro retroromanico. Nel 2007 Giovanni Netzer ha ricevuto l'anello Hans Reinhart quale riconoscimento dei servizi eccezionali resi al teatro in Svizzera. Oggi il Festival Origen, con sette produzioni teatrali proprie e oltre 120 rappresentazioni, è il più grande festival cuturale dei Grigioni.

Testo Annika Bangerter, fotografie Benjamin Hofer

Tre domande a Tobias Bienz, attore in «La Regina da Saba»

Come hai vissuto, in generale, la tua esperienza sulla scena del passo Julier?
Freddamente (ride). Per noi attori la produzione tetrale è stata molto intensa. Fin dall'inizio era chiaro che sarebbe stato totalmente differente essere sulla scena al passo Julier invece che in un normale teatro. Ho vissuto l'esperienza di un gruppo di persone che per tutto il giorno si peparava a questi novanta minuti, che saliva sulla scena, o meglio sulla cresta, e che insieme osservava ciò che il vento e la pioggia avrebbero fatto di loro. È stato incredibilmente appassionante, a volte troppo, soprattutto tra fulmini e grandine.

Come ti sei arrangiato a questa incertitudine e dipendenza dalle bizzarrie del tempo?
Prima di ogni rappresenatzione regnava una certa perplessità sull'evoluzione della serata. Tu non hai alcun influsso sul tempo, ma al contrario lui ce l'ha su di te. Speravo sempre che cominciava a tirare il vento. E ciò mi portava a chiedermi come, nonostante ciò, sarei riuscito a raccontare la storia che dovevo raccontare. Un fulmine! Si tratta di pericolo di morte o di una perfetta scenografia? Benché in modo affascinante, la natura ci ha mostrato chiaramente dove si situavano i nostri limiti.

Qual'é stato l'impatto dell'aspetto monumentale della natura alpina su di voi, artisti, nell'interpretazione dei vostri ruoli?
Con il paesaggio sullo sfondo la nostra presenza fisica era effettivamente molto forte. Nello stesso tempo la natura poteva ridurmi istantaneamente ad un ridicolo nano nel momento in cui un movimento superfluo, non esistenziale, percorreva il mio corpo. Ciò ha dato vita a un linguaggio corporeo ridotto all'estremo in cui però l'intensità delle emozioni provate è la stessa che nei pezzi teatrali normali. Tu consumi la stessa quantità d’energia ma con una grande economia di mezzi.

Intervista Annika Bangerter, foto Benjamin Hofer

(9-2010)

Premio Svizzero d'Innovazione 2010 dell'atp a Martin O., acrobato vocale

Con la sua voce, come Dio la creò, e l'aiuto di un sampler, Martin O. incanta letteralmente il pubblico. Chi pensa che le possibilità del canto a cappella siano da tempo sfruttate, si deve ricredere davanti all'«acrobata vocale» di San Gallo. La sua strabiliante performance vocale verrà premiata, alla 51a Borsa Svizzera degli Spettacoli, col Premio Svizzero d'Innovazione 2010 dell'atp.

 

Martin O. è un globe-trotter vocale. Come nessun altro, possiede il talento di riprodurre con la sua voce tutte le possibili e impossibili creazioni acustiche. Dopo averle registrate con un live-sampler, le utilizza come base sulla quale sovrappone più volte la sua voce, armonie di suoni e timbri, fino a far risuonare un coro polifonico – sebbene sulla scena c'è solo lui. Naturalmente Martin O. è il solo a saper utilizzare l'impianto. Nessun'altro è così preciso. Nessun'altro sa trarre dall'ugola quel straordinario tipo di toni. Perfettamente mescolati, danno vita a una nuova esperienza acustica.

 

Per le sua creazioni raccoglie suoni del mono circostante. Imita le chiacchierate in giapponese, il rumore dell'autostrada, tutto ciò che striscia e vola. Nelle sue percussioni si riflette un colossale campionario acustico. Per le sue onomatopeiche composizioni sonore utilizza ampiamente il repertorio della canzone popolare, la musica classica e pop. E con la sua meravigliosa voce pone tappeti sonori sopra veloci loops, jodler, rap e se no qualsiasi melodia. Martin O. danza non solamente con la voce, ma anche con il loro eco, che come coppie lascia librare sulla pista.

 

Testo: Tabea Steiner, Traduzione: Paola N. Busca, Foto: Sabine Burger

martin-o.ch

 

(4-2010)

 

Premio Svizzero della Scena 2010 dell'atp a Ueli Bichsel

Ueli Bichsel, clown, attore e artista teatrale, riceve il Premio Svizzero della Scena 2010 dell'atp – Associazione artisti – teatri – promozione, Svizzera. L'atp fa onore a un artista che ha coniato il proprio stile e aperto la via del suo successo. Nei suoi spettacoli, Ueli Bichsel riesce a mettre insieme mondi che di fatto sono inconciliabili. Il Premio Svizzero della Scena, dotato della somma di 10'000 franchi, verrà conferito giovedì 29 aprile 2010, in occasione della serata del Gala d'apertura della 51a Borsa Svizzera degli Spettacoli, a Thun.

 

 

Con o senza naso rosso Ueli Bichsel è un clown. Ma non uno di quelli tristi, piuttosto un clown di quelli saggi, uno di quelli che guarda con coraggio la morte negli occhi e che se potesse la annienterebbe sul posto. Ma si tratta di un'altra storia.

 

Così facendo, sono miriadi le storie che Ueli Bichsel lascia affluire nella storia che sta raccontando al momento. Un suo marchio di fabbrica è anche il cambio continuo di scena e di livelli, a volte unicamente cambiando il tono oppure invitando il pubblico a cliccare «qui» per scoprire il suo passato o «lì» per conoscere il suo futuro.

 

Gl ispettacoli di Ueli Bichsel sono complessi. Dopo 17 anni passati insieme al Duo «Lufthunde» e 13 anni insieme al Circus-Theater «Federlos» ingiro per il mondo, seguono «Das Leben ist schon lustig genug» insieme a Gardi Hutter, l'autobiografico pezzo solo «Log.», e insieme all'attuale partner Silvana Gargiulo «Pec an Fevvers» e «Ex – hübenwiedrüben».

 

Ueli Bichsel è infaticabile, così pure le sue figure. Passa ininterrottamente da un capitolo all'altro, scortando il pubblico fino poi ritornare agli inizi; il metalivello resta il suo pallino preferito.

 

Ueli Bichsel, in perpetuo cambiamento, con poche parole ... ma molti di giochi di parole, catapulta gli spettatori in imprevedibili paesaggi. E così sul palcoscenico, ruotando la mano trasforma un semplice rotolo marrone in un campo di grano, sul quale volano le rondini, e ciò che a prima vista ha l'aria di un bricolage è in realta una creazione complessa e progettata minuziosamente. Sempre in movimento, la tecnica sotto braccio, sostituendola, cambiando improvvisamente le modalità con l'esortazione «Immaginatevi che ...»

 

Con la sua poesia, Ueli Bichsel incarna il clown intelligente o l'attore divertente . È un piccolo genio al di sopra di tutto, un acrobata del linguaggio e mago della scenografia, capace di ballare sui trampoli.

 

Ueli Bichsel è sempre in un certo qual modo picaresco nei sui propri racconti, nel suo teatro, da risultare nello stesso tempo estetico e ogni volta sorprendente. Ueli Bichsel non è un clown nel senso classico, ma osservando più da vicino è un vero clown, uno di quelli che può fare tutto, bypassando abilmente e con furbizia ciò, che invece non può, tanto da parere addirittura geniale.

 

Il Premio Svizzero della Scena 2010 verrà consegnato durante la serata del Gala d'apertura della 51a Borsa Svizzera deli Spettacoli, giovedi 29 aprile 2010. La Borsa Svizzera degli Spettacoli durerà fino a domenica 2 maggio 2010.

 

Testo: Tabea Steiner, traduzione: Paola N. Busca
uelibichsel.ch
Laudatio di Daniel Schneider
Laudatio di Fredi M. Murer
Programma della Serata di gala giovedì 29 aprile 2010

(1-2010)

 

 

Journée Mondiale du Théâtre 27 mars 2010 Message international

Dame Judi Dench

 

La Journée Mondiale du Théâtre nous donne l'occasion de célébrer le Théâtre dans la multiplicité de ses formes. Le théâtre est une source de divertissement et d'inspiration tout en possédant la capacité d'unifier les nombreuses populations et cultures qui existent à travers le monde. Mais il est bien davantage que cela, en nous offrant des possibilités d'éducation et d'information.

 

C'est partout dans le monde que le théâtre se joue, et pas uniquement dans des lieux de théâtre traditionnels: des spectacles peuvent avoir lieu dans un petit village d'Afrique, au pied d'une montagne d'Arménie, sur une toute petite île du Pacifique. Il n'a besoin que d'un espace et d'un public. Le théâtre possède ce don de nous faire rire, de nous faire pleurer, mais il doit aussi nous faire réfléchir et réagir.

 

Le théâtre est le fruit d'un travail d'équipe. Ce sont les acteurs que l'on voit, mais il y a un nombre étonnant de personnes cachées, toutes aussi importantes que les acteurs et dont les compétences diverses et spécifiques permettent au spectacle d'avoir lieu. Il leur revient une part dans tout triomphe ou succès récolté.

 

Le 27 mars est la date officielle de la Journée Mondiale du Théâtre. Mais chaque jour devrait pouvoir être considéré, de différentes manières, comme une journée du théâtre car nous portons la responsabilité de perpétuer cette tradition de divertissement, d'éducation et d'édification des publics, sans lesquels nous ne pourrions exister.

 

Traduction: Nicole Leclercq

 

(3-2010)