Piazza
- Premio Svizzero della Scena 2012 dell'atp a Pippo Pollina (1-2012)
- Anne Jäggi è nominata nuova direttrice dell'atp (12-2011)
- Mummenschanz festeggia i suoi 40 anni con un gala di solidarietà (8-2011)
- Borsa Svizzera degli Spettacoli Nuova con arte visiva e retorica (1-2012)
- Retrospettiva sulla Borsa Svizzera degli Spettacoli 2011 con il Duo Luna-tic (8-2011)
- Rassegna dei due cronisti della Borsa (7-2011)
Premio Svizzero della Scena 2012 dell'atp a Pippo Pollina
Da decenni perennemente in viaggio per l'Europa, il cantautore siciliano che oggi vive in Svizzera, è noto per i suoi concerti. Ha composto un'opera che ha portato in tournée con un'orchestra sinfonica in Italia e in Svizzera. Ora l'atp – Associazione artisti – teatri – promozione, Svizzera, assegna il Premio Svizzero della Scena 2012 a Pippo Pollina. Il premio dotato di 10'000 franchi, verrà consegnato giovedì, 12 aprile 2012, in occasione della serata di gala d'apertura della 53a Borsa Svizzera degli Spettacoli dell'atp a Thun.
Pippo Pollina nasce nel 1963 a Palermo. Studia giurisprudenza all'Università e allo stesso tempo, la chitarra classica al conservatorio. Impegnato nella lotta alla mafia, ha lavorato come giornalista per la rivista mensile catanese «I Siciliani», finché il capo redattore Giuseppe Fava viene assassinato da Cosa Nostra. Insieme a altri musicisti siciliani, Pollina fonda il gruppo «Agricantus» con il quale coltiva le tradizioni musicali del Sud, in vari concerti in Italia e all'estero. Alla fine del 1985 Pippo Pollina, lascia l'Italia per intraprendere un viaggio per il mondo, alla scoperta, senza scopo preciso, che termina dopo tre anni in Svizzera. Oggi vive a Zurigo.
In breve: 15 album, più di 150 canzoni e più di 3000 concerti hanno commosso il pubblico in Italia, Austria, Belgio, Egitto, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, – e naturalmente in Svizzera.
Pippo Pollina è un artista in costante movimento creativo. Questo è evidente se si fa l'elenco delle innumerevoli e differenti collaborazioni con vari artisti, tra gli altri Franco Battiato, gli Inti Illimani, Georges Moustaki, Nada, Charlie Mariano, Konstantin Wecker, Linard Bardill o Patent Ochsner. Vari riconoscimenti a concorsi musicali in Italia e in altri paesi confermano i numerosi talenti della canzone d'autore italiana e il suo grande contributo alla cultura.
Pippo Pollina non solo riempie le sale di concerto ma tocca intimamente il suo pubblico con l'intensità della sua musica e la profondità dei suoi testi. È uno fra i rappresentanti più autentici e moderni «dell'italianità» e, come artista socialmente impegnato, si dedica al rispetto dell'individuo e della società. Per le sue canzoni, il suo gusto per l'avventura e la sua apertura musicale, così come per il suo impegno socio-politico, Pippo Pollina riceve il Premio Svizzero della Scena 2012 dell'atp.
Testo: Tabea Steiner, traduzione: Paola N. Busca e Katharina Good
Foto: Sabine Burger
Prenotazione biglietti Gala con rimessa di premi giovedì 12 aprile 2012
Anne Jäggi è nominata nuova direttrice dell'atp
Il comitato dell'atp – Associazione artisti – teatri – promozione, Svizzera, ha eletto Anne Jäggi quale nuova direttrice dell'atp. Entrerà in servizio nel corso del 2012.
Dal 2003 Anne Jäggi è la responsabile culturale della città di Berthoud / Burgdorf e presiede la Conferenza delle città in materia culturale (CCC). La quarantenne ha studiato scienze teatrali, letteratura tedesca conteporanea e giornalismo e comunicazione all'Università di Berna e all Università di Friburgo. Diverse pubblicazioni, tra l'altro per il Dizionario del teatro Svizzero, l'hanno fatta conoscere nell'ambito delle arti della scena, del teatro indipendente e ben oltre. Anne Jäggi vive a Biel / Bienne con i suoi due figli di 10 e 5 anni.
Anne Jäggi (foto: Sabine Burger) succede nel ruolo di direttrice dell'atp a ...
Claus Widmer
... che dirige l'associazione dal 2000. Nel 2013 Claus Widmer raggiungerà l'étà pensionabile e si ritirerà dalle sue mansioni. (Foto: Irene Widmer)
La collaborazione tra Anne Jäggi e Claus Widmer e una graduale acquisizione di responsabilità da parte della nuova gerente garantirà una transizione di gestura dell'atp senza problemi.
Peter Bissegger
Borsa Svizzera degli Spettacoli Nuova con arte visiva e retorica
Alla 53a Borsa Svizzera degli Spettacoli del 2012 la varietà delle arti della scena si amplirà con nuovi progetti interdisciplinari. A Thun si avrà l'occasione di assistere all'incontro dell'arte della retorica, con discorsi taglienti, e all'arte visuale ricca di spettacoli con performances innovative e originali. I candidati interessati possono iscriversi entro fine gennaio.
Con la Borsa Svizzera degli Spettacoli, il Centro di Cultura e dei Congressi KKThun si trasforma una volta all'anno in un vero e proprio caleidoscopio dei vari tipi di creazione artistica. Qui, le ultime produzioni delle arti dello spettacolo sono in primo piano. Alla loro ricchezza di sfaccettature, idee e tipi di realizzazione si aggiungono due nuovi progetti. In collaborazione con Visarte, la Società delle arti visive, Svizzera, si fa spazio a nuove piattaforme per portare le arti retoriche e visive a Thun e permettere così nuovi punti di contatto.
Alla maniera di un angolo-speakers, il partecipante del nuovo programma «Grandi discorsi», ha a disposizione un podio con un leggio e il tempo massimo di esattamente 3 minuti e 33 secondi. L'obiettivo è di essere in grado di dire il più possibile – in termini di qualità – in un tempo brevissimo. Non ci sono requisiti di soggetto, i discorsi e le allocuzioni sono il soggetto centrale. Interessa l'innovazione linguistica e la creatività con cui l'orazione e i discorsi generano reazioni. In 27 minuti e 33 secondi si può così convincere il pubblico con sette diverse opinioni, stimolare la riflessione o provocare in seguito discussioni esaurienti. La partecipazione a questo nuovo elemento del programma è aperta a tutti gli interessati e non ci sono spese.
Oltre agli spettacoli brevi della Borsa Svizzera degli Spettacoli, per la prima volta quest'anno scopriremo le proposizioni del programma «performances». Si tratterà di lavori interdisciplinari nel campo delle belle arti e delle arti della scena. Anche qui non sono previste particolari direttive riguardanti il contenuto o la loro realizzazione. L'obiettivo è di sorprendere il pubblico della Borsa Svizzera della Spettacoli nei diversi ambiti. Poiché si tratta di un progetto pilota con la collaborazione tra atp e Visarte, i costi saranno coperti da queste due associazioni. Prerequisito per la partecipazione è la rispettiva sottoscrizione di membro associato e la presentazione di un dossier completo entro il 31 gennaio 2012. Esso sarà esaminato da un comitato di selezione dell'atp, completato da un rappresentante di Visarte.
Trovate tutte le informazioni relative all'iscrizione e al dossier su:
Grandi discorsi
Performance
visarte.ch
Testo: Annika Bangerter, traduzione: Paola N. Busca
(1-2012)
Tre domande a Heinrich Gartentor Presidente centrale Visarte Società delle arti visive, Svizzera
Come è nata la collaborazione tra atp e Visarte?
In origine l'atp mi ha chiesto di pensare a un regalo per i sostenitori della Borsa Svizzera degli Spettacoli. Ho pensato però che fosse un peccato, considerare le arti visive principalmente come decorazione e ho suggerito una più ampia cooperazione. In questa maniera Visarte vuole contribuire a dare spazio a progetti più ampi che possano integrarsi come pezzi di un puzzle alla Borsa Svizzera degli Spettacoli.
«Grandi discorsi» e belle arti: come si può spiegare il rapporto?
Sempre, alle inaugurazioni di mostre, sono d'ufficio i discorsi. Purtroppo però, questi sono raramente «gustosi», anzi spesso ridondano di formulazioni noiose e cervellotiche. Ma nel campo delle arti ci si deve poter esprimere in modo interessante e fine. È questo che vogliamo promuovere. Da una buona documentazione di questi contributi, potrebbe derivare maggiore consapevolezza da parte delle istituzioni culturali dove ci sono persone eloquenti che hanno cose da dire.
Cosa devono portare i partecipanti ai due nuovi progetti «Grandi discorsi» e «Performance»?
Si deve chiaramente distinguere il progetto «Grandi discorsi» e il genere «Spoken Word». Ci si aspetta brevi discorsi e allocuzioni, senza restrizioni tematiche. Tutti dicono la loro. Troverei avvincente se persone con background completamente differenti, ad esempio cultura o politica, dicessero la loro. Nella «Performance» il campo è più ricco di possibilità. E importante che i progetti di entrambe le arti, visive e della scena, si mescolino a non più riconoscersi. Principalmente non si dovrebbe tracciare confini troppo rigidi. Un grande esempio è quello dei Mummenschanz che lavorano molto sculturalmente, o Urs Wehrli dall'arte fanaticamente in ordine. L'idea è quella di trovare il mezzo per mostrare le arti visive non come una decorazione puramente visiva.
gartentor.ch
Interview: Annika Bangerter. traduzione: Paola N. Busca
(1-2012)
Mummenschanz festeggia i suoi 40 anni con un gala di solidarietà
A favore dell'atp – Associazione artisti – teatri – promozione, Svizzera, e della Borsa Svizzera degli Spettacoli dell'atp.
In occasione della loro tournée d'anniversario, i Mummenschanz daranno un Gala di solidarietà a favore dell'atp giovedì 29 marzo 2012, gala che sarà anche l'inizio della 53a Borsa Svizzera degli Spettacoli.
Non perdete l'occasione di vivere in diretta questo magnifico spettacolo e per l'ultima volta con Bernie Schürch, fondatore e artista premiato col Premio d'Onore dell'atp. Il padre fondatore dei Mummenschanz si ritira dalle scene con una tournée d'addio in occasione del 40o anniversario della compagnia.
Per le lettrici e lettori d'atp.ch è possibile ottenere dei biglietti a tariffa «combi» per il Gala di solidarietà della compagnia Mummenschanz e per la Serata di gala con consegna del Premio Svizzero della Scena e del Premio Svizzero d'Innovazione.
Foto 4: Bernie Schürch, fondatore dei Mummenschanz
Foto 5: Floriana Frassetto, fondatrice dei Mummenschanz
Date
- Gala di solidarietà della compagnia Mummenschanz
Giovedì 29 marzo 2012, ore 20, Centro cultura e congressi KKThun. - Serata di gala con rimessa di premi per l'apertura della 53a Borsa Svizzera degli Spettacoli
Giovedì 12 aprile 2012, ore 20.30, Centro cultura e congressi KKThun.
Biglietti
- Biglietto «combi», 115 franchi
Posto di 1a categoria per il Gala di solidarietà dei Mummenschanz e per la Serata di gala - Biglietto «combi» plus, 135 franchi
Posto di 1a categoria per il Gala di solidarietà dei Mummenschanz e per la Serata di gala
+ Aperitivo prima dello spettacolo incluso
+ AfterShowDrink con artisti dei Mummenschanz incluso - Biglietto «combi» extra, 155 franchi
Posto di 1a categoria per il Gala di solidarietà dei Mummenschanz e per la Serata di gala
+ Cena prima dello spettacolo incluso
+ AfterShowDrink con artisti dei Mummenschanz incluso
- Solamente Gala di solidarietà dei Mummenschanz
- 1a categoria: 65 franchi
- 2a categoria: 55 franchi
- 3a categoria: 45 franchi
- Solamente Serata di gala
- 1a categoria: 65 franchi
- 2a categoria: 55 franchi
- 3a categoria: 45 franchi
- Potete acquistare qui i biglietti «combi» e i bglietti per il Gala di solidarietà dei Mummenschanz
- Potete acquistare qui i biglietti per la Serata di gala
In caratteri piccoli
- I biglietti «combi» sono disponibili unicamente per la 1a categoria.
- La fattura verrà inviata dopo aver ricevuto la prenotazione.
- Dopo la conferma del pagamento, il biglietto è riservato per voi fino alla biglietteria serale.
- Il prezzo dei biglietti è valevole fino al 31 dicembre 2011.
Retrospettiva sulla Borsa Svizzera degli Spettacoli 2011 con il Duo Luna-tic
La loro apparizione avveniva negli spazi tra il susseguirsi dei vari frammenti di spettacoli regalandoci, in pochi minuti, la loro bravura artistica. Il Duo Luna-tic, coi loro annunci innovatori e audaci, hanno dato il tocco personale alla 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli fino a introdursi dritto-dritto nel cuore degli spettatori. Intervista con le due artiste Judith Bach e Stéfanie Lang a proposito della Borsa Svizzera degli Spettacoli 2011 dell'atp, della loro prima presentazione e i momenti personali culminanti.
Intervista con il Duo Luna-tic: Judith Bach e Stéfanie Lang
Come avete vissuto nel ruolo di presentatrici la Borsa Svizzera degli Spettacoli di quest' anno?
Judith e Stéfanie: è stata una maratona ... ma bella. Dato che ci eravamo ben preparate per l'occasione, si è trattato un pò come fare un numero lungo tre giorni. Naturalmente anche con alcune differenze: fare una presentazione è come stendere un tappeto rosso per l'entrata in scena del prossimo artista, quindi far prova di modestia lasciando perdere il protagonismo. Più facile a dirsi che a farsi. Nonostante tutto, avevamo anche la voglia e la pretesa di restare fedeli a noi stesse, ai personaggi di Olli e Claire del Duo Luna-tic. E sì, abbiamo tentato con le 800 persone del pubblico che fissavano il palcoscenico pieni d'aspettativa di provvedere a un certo rasserenamento. Claire non può farne a meno. Lei vuole essere l'amica del suo pubblico.
Avete già presentato altri eventi o si è trattato di una première?
Judith: è stata una première – davvero! Innazi tutto ho avuto molti incubi e durante tre giorni non potevo veramente mangiare. E ciò con il mio personaggio, Claire, coi piedi ben piantati per terra!
Come vi siete preparate al vostro ruolo?
Judith: abbiamo cercato su Google ogni singolo artista. Mi sono fabbricata un quaderno, dove ho incollato informazioni divertenti o che ritenevo importanti. È stata una faccenda avvincente. Poi abbiamo scritto un mail a ogni artista chiedendo se vi erano cose importanti da dire assolutamente. Non vi dico la panoplia di risposte! E poi, un momento assai importante era naturalmente il primo incontro backstage. Con alcuni avevo il sentimento di doverli tranquillizzare. E intanto avevo io stessa la paura di farmela addosso!
Quali sono le sfide di questo tipo di presentazioni?
Judith e Stéfanie: restare presenti e tranquille. Ogni mini-presentazione accade una sola volta sul palcoscenico, il che significa avere ogni venti minuti la massima vigilanza e presenza.
Quali momenti o situazioni di questa 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli hanno contato per voi?
Stéfanie: i molti incontri con organizzatori, con la gente ma anche con le persone del backstage e l'emozionante congedo alla conclusione della Borsa. Sono tantissimi a lavorare dietro il palcoscenico: tecnici che per tutto il tempo sono concentratissimi e che sono lì dalla mattina alle otto fino a mezzanotte, o assistenti volontari che si occupano del cibo e che hanno sempre il buon umore. Un teatro intero vive dietro le quinte.
Judith: spontaneamente mi viene in mente la primissima apparizione sulla scena della Serata di gala delle arti della scena. Il microfono di Olli non funzionava quindi ho dovuto improvvisare: «Meine Fresse, ditt fängt ja juut an». Poi i numerosi momenti dove abbiamo visibilmente sentito che il pubblico era con noi. Ma anche il routinario svolgersi della Borsa col supporto dei tecnici così esperti e che era più che normale dire velocemente qualcosa davanti a 800 persone. Mi ricordo con piacere che alla fine della Borsa mi è venuta la pelle d'oca cantando la canzone dei tecnici. Ci sono state così tante persone che hanno sgobbato per questa Borsa e che non hanno ottenuto regolarmente un riconoscimento come invece è stato il nostro caso. E poi i numerosi piccoli incontri con gli artisti. E anche, addormentarsi verso le dieci e mezzo, essere svegliate di soprassalto da Stef: «dobbiamo andare in scena!» e hoppsla, di nuovo qui. E, e, e ...
Durante questi quattro giorni quali sono stati i vostri momenti più importanti?
Stéfanie: la consegna del premio alla compagnia Karl's kühne Gassenschau e vedere come, nel mondo delle arti della scena, il proprio percorso artistico si costruisce lentamente. Quanti anni, quanta passione e quanto lavoro per arrivare a questo risultato. In quel momento tutto ciò era evidente. E poi la prima entrata in scena all'inaugurazione della 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli. 800 persone in attesa di nuovi spettacoli, nuovi gruppi, e dietro le scene si vivevano le stesse tensioni, le stesse attese. Ma anche la corsa in costume attraverso Thun per la presentazione-maratona della sala Schadau per la A-cappella-Night che aveva il suo culmine nel centro di Thun. E ancora, alla fine, il ballo dopo la presentazione ... così tanta concentrazione e tensione semplicemente svanite!
Alla Borsa Svizzera degli Spettacoli siete diventate velocemente le beniamine del pubblico. Quali sono state le reazioni finali?
Stéfanie e Judith: ancora oggi riceviamo complimenti da parte di organizzatori, voi dell'atp e da artisti. Che bello! Ne siamo felici. Accanto al festival di Avignone era per noi la Luna-tic-highlight dell'anno.
Intervista: Annika Bangerter, traduzione: Paola N. Busca
Fotografie: Sabine Burger
Rassegna dei due cronisti della Borsa
Con le cronache delle loro osservazioni ed esperienze sulla 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli ci hanno fornito un ricco caleidoscopio d'impressioni sui quattro giorni delle arti della scena. Si tratta di Marianne Finazzi e Gabriel Vetter. In un'intervista con l'atp, ripensando al loro compito di inviati, ci raccontano i momenti significativi e personalmente importanti della Borsa Svizzera degli Spettacoli 2011.
Intervista con Marianne Finazzi
Nel ruolo di cronista, rispetto alle edizioni precedenti, hai vissuto la Borsa Svizzera degli Spettacoli di quest'anno in un'altro modo, nuovo?
Nel ruolo di cronista, ho vissuto questa 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli in modo completamente diverso rispetto a quelle a cui ho assistito negli anni precedenti con l'intento di scoprire nuovi spettacoli che poi i Kulturtäter avrebbero invitato al Théâtre de Poche di Bienne. Quest'anno, avevo il compito di «girovagare» ovunque per poter in seguito descrivere l'atmosfera generale e quindi ho visto un numero minore di spettacoli.
Come ti sei presa nel tuo ruolo di cronista della Borsa Svizzera degli Spettacoli?
Essendo la prima volta ero un po' inquieta. Una volta sul posto, ho deciso di optare per spontaneità e mi sono lasciata guidare dai miei desideri e, non avendo ricevuto direttive precise dall'atp, mi sono sentita completamente libera.
Conoscevi già Gabriel Vetter, il secondo cronista della Borsa?
Nel tardo pomeriggio di mercoledì, in occasione della conferenza per i media, ho incontrato Gabriel Vetter, il cronista di lingua tedesca. Mi è risultato immediatamente simpatico e una bella complicità si è confermata durante tutta la Borsa.
Quali sono i momenti di questa 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli che ti hanno maggiormente colpita?
Ho fatto numerosi incontri con agenti teatrali, programmatori e artisti coi quali il contatto è stato eccellente, e ho avuto il piacere di rivederne degli altri che già conoscevo ma che non avevo più rivisto da tempo.
E quale è stato il vertice di questi quattro giorni?
Ho un magnifico ricordo della Serata di gala. Karl's kühne Gassenschau ha pienamente meritato il Premio Svizzero della Scena e ho rivisto con immenso piacere alcuni personaggi di Silo 8. E la serata in sè è stata ricca di interventi di grande qualità artistica. Altra cosa che mi ha colpito è la professionalità dell'équipes amministrativa e tecnica. Il nuovo KKThun si è prestato ottimamente all'evento.
Nella tua cronaca della Borsa fai spesso accenni alle barriere linguistiche tra produzioni (svizzero-) tedesche e esorti gli svizzeri occidentali (francofoni) a partecipare più numerosi a questa manifestazione. Essendo tu una visitatrice di lingua francese, qual'è il tuo consiglio a proposito di questo Röstigraben alla Borsa Svizzera degli Spettacoli?
Come ogni anno, la mancanza d'interesse dei francofoni è da deplorare e sembrerebbe che la situazione non cambi. Che fare? Penso che i responsabili dell'atp si pongano ogni anno la stessa questione. Forse varrebbe la pena di lavorare di più coi media della Svizzera francese. Alla conferenza per i media, una giornlista francofona è brevemente apparsa, per poi scomparire. Forse si potrebbe informare più assiduamente i direttori di teatro, agenti e programmatori artistici e non ultimo gli artisti. Forse si potrebbe dare più spazio alla lingua francese. So che numerosi sono gli sforzi fatti in questo senso ma forse non bastano. Che lo si voglia o no l'atp ha una forte connotazione germanofona. Ci vorrà molto lavoro per cambiare lo stato di fatto. Cosa succederebbe se l'atp organizzasse la Borsa Svizzera degli Spettacoli a turno nelle tre regioni linguistiche francese, italiana e tedesca? Mi è sembrato di capire che essa avrà luogo nei prossimi anni ancora a Thun. In effetti, dopo una inchiesta fatta in varie città, Thun è risultata essere quella che aveva i requisiti necessari secondo l'atp. Fino al 1998 la Borsa Svizzera degli Spettacoli itinerante ha ben mostrato che i romandi si spostavano difficilmente, anche quando essa era organizzata in Romandia.
Intervista: Annika Bangerter, traduzione: Paola N. Busca
Intervista con Gabriel Vetter
Nel ruolo di cronista, rispetto alle edizioni precedenti, hai vissuto la Borsa Svizzera degli Spettacoli di quest'anno in un'altro modo, nuovo?
Naturalmente l'ho sperimentata in modo diverso. Riferendomi proprio alla Borsa Svizzera degli Spettacoli, sono relativamente un novizio e non ho un grosso termine di paragone. Tuttavia nelle vesti di cronista ci si muove naturalmente in modo diverso, si è colpiti da altre cose, magari poco appariscenti che però si possono rielaborare e sviluppare. Un cronista adempie il ruolo di un filtro antiparticelle, un setaccio a polvere, un ruminante di tutto ciò che è successo a Thun. Si tratta di dare un ritratto e il più realista e oggettivo possibile partendo da considerazioni soggettive. Ciò non è facile quanto artista partecipante. Ci si lascia coinvolgere anche maggiormente nel vortice.
Come ti sei preso nel tuo ruolo di cronista della Borsa Svizzera degli Spettacoli?
Semplicemente, ero in giro tutto il tempo, mi sono informato, guardato intorno, ha parlato con ogni sorta di persone, assistito a degli spettacoli che mi hanno attirato. Come un buon reporter, ho seguito il mio fiuto. Ho avuto alcuni appuntamenti fissi, un paio di spettacoli che mi ero annotati, ma gli incontri davvero interessanti sono arrivati spontaneamente. Poi devi essere coinvolto, sì. Tutt'altro sarebbe un peccato. Ho preso delle note che durante la pausa di mezzogiorno mi sono servite per redigere il testo definitivo. Appena il tempo per rimettermi subito in azione. Il motto era: tutto è interessante, niente è troppo banale.
La cronista francofona della Borsa, Marianne Finazzi, descrive nella sua cronaca come tu ti sei immerso nell'ambiente della Borsa e hai assorbito tutto con l'udito e la vista – e lei come ti è sembrata?
La mattina ci siamo incontrati per un caffé. Lei mi ha letto la sua cronaca e io le ho raccontato le mie esperienze. La cosa stupefacente era il fatto che fin dall'inizio, nonostante la differenza d'età, nonostante le differenze d'approccio e origini, ci siamo intesi benissimo. Spesso ci siamo incontrati per una sigaretta e un caffé e abbiamo chiacchierato e riso moltissimo. Credo che Marianne è ammiratrice delle arti della scena molto più di me, lei conosce la gente e da molto tempo. Lei è qualcosa di simile alla Grande Dame della Cronaca, mentre io ero un po' il giovane Gonzo. Penso che Marianne ha concentrato lo sguardo su quello che stava accadendo sulle scene, mentre io ho trovato interessante lo spazio intorno.
Quali sono i momenti di questa 52a Borsa Svizzera degli Spettacoli che ti hanno maggiormente colpito?
La Serata di gala è stata veramente bella. Lo Show era proprio quello che si può definire una grande serata delle arti della scena. Divertente era anche osservare che alcuni oragnizzatori poco prima della fine della Borsa Svizzera degli Spettacoli hanno notato l'esistenza di un secondo spazio ospitante gli stand delle agenzie artistiche. Altri non ci hanno del tutto fatto caso. Mi è sembrato assurdo, e per questo interessante.
E quale è stato il vertice di questi quattro giorni?
Ogni caffé bevuto con Marianne e lo show della Serata di gala.
Come svizzero tedesco hai sentito l'esistenza del Röstigraben così fortemente come è stato il caso per Marianne Finazzi?
A Thun non si può scampare alla barriera linguistica. Per me non si è trattato in alcun modo di pensare: aha, ecco qui gli svizzeri tedeschi, e qui gli svizzeri francesi. Piuttosto: aha, naturalmente, voilà gli svizzeri francesi! Una sorpresa positiva, che ha anche il suo risvolto tragico. Infatti qui si è talmente vicini e a nessuno viene l'idea che anche gli altri durante tutto l'anno ci sono e fanno cose fantastiche, non solamente durante la Borsa Svizzera degli Spettacoli. Ma io non credo che a causa del Röstigraben, per eliminarlo, si debba forzare la collaborazione tra i due gruppi linguistici. Ciò avverrà a suo tempo, sicuramente, se deve avvenire.
Intervista: Annika Bangerter, traduzione: Paola N. Busca
(7-2011)


















